Biscotti di Prato…auguri a te gioia mia!

Biscotti di Prato…auguri a te gioia mia!

Biscotti di Prato son preparazioni artigianali, in cui gli ingredienti si son intrecciati con la storia della propria città d’origine per poi essere riconosciuti in tutto il mondo.

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Oggi si celebra la Giornata Nazionale dei Biscotti di Prato evento promosso da Aifb. L’ambasciatrice di oggi è Sara Sgherri di Pixelicious.

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Accompagnati comunemente dal Vin Santo dei vigneti di Carmignano, i biscotti di Prato sono un’istituzione a livello internazionale. Fin dalle prime Esposizioni Nazionali vennero insigniti di prestigiosi premi. Ricchi e friabili, non si troverà mai un biscotto uguale all’altro. Essendo prodotto artigianale, questo varia in base all’umore di chi lo produce, al luogo dove si impasta e al forno dove si cuoce. Da qui il discrimine con la vasta produzione industriale nella quale il biscotto tende a prendere il nome di “cantuccio” o “cantuccino”.

Questo piccolo gioiellino della pasticceria pratese si incrocia con la storia dello stesso pane, molto conosciuto fin dal Cinquecento. Si dice che la famiglia granducale, nelle permanenze estive alla Villa di Poggio a Caiano, si rifornisse esclusivamente di quello. Un pane bianco, ottimo grazie alla bontà delle acque pratesi, a cui anche i fiorentini dovettero chinare la testa.

Accanto ad esso si sviluppò il biscotto di Prato. Verso il XVI i biscotti alla mandorla figuravano all’interno dei menù di alcune cene medicee con la definizione di “baschotelli” e con i seguenti ingredienti documentati: zucchero, uova, mandorle sgusciate, farina, sale.

La prima codifica della ricetta che tutt’ora conosciamo è giunta dal pratese Armando Baldanzi, vissuto a cavallo del Settecento. Egli utilizzava gli stessi ingredienti comparsi nel Cinquecento ma con l’aggiunta del burro e senza il sale. Forse per conferirgli una maggiore morbidezza.

Conosciuti come biscotti alla genovese, non sminuisce la paternità pratese. Si sa che all’epoca i genovesi erano soliti imbarcarsi per lunghe traversate e avevano bisogno di qualcosa che durasse per tutta la tratta del viaggio. Ecco che questi biscotti, conosciuti di più sulle sponde liguri, presero il nome di biscotti alla genovese. Come scrive Umberto Mannucci, riguardo al tema appena trattato: “…certamente non poteva chiamarli alla pratese quando il prodotto evidentemente non era significativamente diffuso in città”

Ma è da questa ricetta che pare nascere il biscotto di Prato. Iniziò ad incontrare un bacino più vasto di estimatori quando furono applicate le dovute variazioni sul gusto e l’uso della mandorla, sui dosaggi e l’impiego o meno del burro. Va anche detto che nessun biscottificio produce i biscotti uguali all’altro. Tranne il negozio Antonio Mattei, che si mantiene fedele alla tradizione, gli altri artigiani affiancano al prodotto classico alcune varianti: nocciole, cioccolato, frutta candita, albicocche, senza porre limiti alla fantasia.

E oggi i festeggiamenti son doppi: oltre a celebrare questa eccellenza italiana, auguro alla mia bimba un buon compleanno. Sei anni di pura felicità, emozione e sorrisi.

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Ringrazio in modo particolare l’ambasciatrice di oggi, Sara, che mi supportato e sopportato in questa ricetta. Mi ha consigliato i testi da cui documentari e mi ha donato il famoso Vin Santo toscano, senza il quale i biscotti di Prato perderebbero quel cosa in più!

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BISCOTTI DI PRATO

Ingredienti (per 2 filoni e….uno piccolo della mia bimba):

  • 400 g di zucchero
  • 400 g di farina + aggiunta se serve all’impasto
  • 200 g di mandorle
  • 10 g di pinoli
  • 4 uova
  • 1 uovo per preparare l’indoro

Preparazione:

  • Amalgamare bene zucchero e uova. Incorporare a poco a poco la farina e impastare fino a quando l’impasto non risulterà omogeneo. (io ho aggiunto più farina perché risultava troppo morbido. Dovete regolarvi voi fino ad avere una consistenza morbida ma non molle) Aggiungere mandorle e pinoli.
  • Spolverare il piano di lavoro con farina e versarci sopra l’impasto. Con le manine infarinate formare dei filoni e disporli sulla teglia con carta da forno.

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  • Spennellarli con l’uovo e cuocere a 220° in modalità ventilata per 20-30 minuti.

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  • Sfornare e far raffreddare per 3-4 minuti, poi tagliare con un coltello affilato i filoni trasversalmente.
  • Servire i biscotti di Prato freddi con il Vin Santo.

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Riferimenti:

  • I biscotti di Prato, Claudio Martini Editore
  • Bisanzio, tradizioni e cucina, Umberto Mannucci, ed. Piano B

Commenti (12)

  1. Questi biscotti sono bellissimi, e poi magici perchè li ha preparati una bimba che oggi è di compleanno! Auguri Piccolina e bravissima tu!

    1. Grazie tesoro!!!! E’ magico tutto…e io son felicissima!! <3

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      Enrica - 14/09/2016
  2. Complimenti per l’articolo e per le bellissime foto, bravissima!

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    Sonia - 14/09/2016
    1. Grazie mille sonia!!!

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      Enrica - 15/09/2016
  3. Sono bellissimi e bravissima la tua cucciola che ti ha aiutato nel prepararli!!!

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    Cristina Tiddia - 14/09/2016
    1. Grazie!!! Ci siamo divertite tanto!!!

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      Enrica - 15/09/2016
  4. Sono deliziosi, per fortuna il Calendario ce li ha fatto conoscere! I tuoi sonoriusciti benissimo, davvero belli, merito della festeggiata e della mamma! Auguri alla tua piccola!

    1. Davvero per fortuna! Grazie mille cara!

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      Enrica - 15/09/2016
  5. Allora, da dove comincio? Dall’elogiare nell’ordine la tua dolcezza, la tua curiosità, la tua passione che ti spinge a conoscere nel profondo tutto ciò che cucini…? Oppure dal piacere che mi ha fatto regalarti il Vin Santo che so che hai apprezzato tantissimo? Per non parlare dell’emozione del compleanno della tua cucciola che coincide proprio con questa giornata… Insomma, che altro ti dico? Bravissima, foto bellissime e… Non perdere mai quest’energia! Grazie di cuore tesoro 🙂

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    Sara Sguerri - 15/09/2016
    1. Che ti devo dire? Mi hai commosso! Sei davvero una persona speciale! E siamo state onorate (io e la cucciola) a partecipare alla tua giornata! Tanta energia, amicizia e passione! Per questi post mi impegno così tanto che spesso arrivo all’ultimo a chiuderli perché mi ricordo che devo ancora scrivere un pezzo piuttosto che un altro! Ma alla fine son soddisfatta e se piace all’ambasciatrice allora è stato fatto un buon lavoro! Ti ringrazio ancora di cuore! Un bacio

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      Enrica - 15/09/2016
  6. bellissima lei, e bellissimo vedere le sue mani all’opera! Un’altra piccola te, con tanta uguale passione, ed è veramente una emozione. Complimenti e ancora tantissimi auguri alla tua cucciola!

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    Giuliana - 15/09/2016
    1. Grazie mille cara!! un abbraccio

      Rispondi
      Enrica - 16/09/2016

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